Pulsante WhatsApp WhatsApp
top of page

Come leggere uno schema all’uncinetto: simboli, legenda e ripetizioni

26 set
Tempo di lettura: 7 min
Filato e uncinetto accanto a uno schema scritto e grafico aperto sul tavolo.

«Vorrei realizzare questo lavoro, ma lo schema mi sembra impossibile.»

È una frase che sento spessissimo. Magari hai già imparato i primi punti, hai realizzato qualche piccolo progetto e poi apri uno schema: trovi simboli, abbreviazioni, numeri e indicazioni che sembrano scritte in un’altra lingua.


La prima reazione è pensare di non essere ancora abbastanza esperta. Ma leggere uno schema è un’abilità che si impara, proprio come hai imparato a riconoscere i punti nel tuo lavoro.

Il mio consiglio è di non partire subito dalla domanda

«Quale punto devo fare?».

Prima chiediti:

«Che cosa mi sta raccontando questo schema?»

Ti sta mostrando dove comincia il lavoro, come procede, quali parti si ripetono e in quali punti cambia forma. Quando inizi a vedere queste informazioni, i simboli smettono di essere un insieme confuso di segni.


Schema scritto e schema grafico: che differenza c’è?

Uno schema all’uncinetto può essere presentato soprattutto in due modi.


Lo schema scritto descrive il lavoro riga per riga o giro per giro. Utilizza parole, abbreviazioni, numeri e indicazioni come «ripeti da * a *». È comodo quando vuoi seguire una sequenza precisa, ma se contiene molte ripetizioni può essere difficile immaginare la forma complessiva del progetto.


Lo schema grafico, chiamato anche diagramma, rappresenta i punti attraverso simboli. All’inizio può sembrare meno immediato; quando impari a leggerlo, però, ti aiuta a vedere come i punti sono disposti, quali gruppi si ripetono e dove il lavoro si allarga o si restringe.

Non devi decidere quale dei due sia «quello giusto» in assoluto. Alcuni progetti offrono entrambi e questa è un’ottima occasione per confrontarli.


Le istruzioni scritte possono aiutarti a seguire un passaggio, mentre il diagramma può chiarirti dove quel passaggio si trova nella struttura del lavoro.


Prima di iniziare, guarda lo schema nel suo insieme

So che quando trovi un progetto bellissimo viene voglia di prendere subito filo e uncinetto! Però qualche minuto di lettura iniziale può risparmiarti parecchi dubbi dopo.


Non devi capire ogni dettaglio al primo sguardo. Cerca prima le informazioni che ti orientano:

  • Da dove si parte? Dal basso, dal centro, da un bordo o da un elemento separato?

  • Come si lavora? In righe di andata e ritorno oppure in tondo?

  • Dove cambia il lavoro? Ci sono aumenti, diminuzioni, unioni o parti da assemblare?

  • Che cosa si ripete? Un gruppo di punti, un’intera riga o una sequenza di giri?

  • Quali informazioni accompagnano lo schema? Legenda, note, materiali e misure del campione?


Questa prima lettura ti dà una visione d’insieme. Poi potrai tornare sul singolo punto senza perdere di vista dove ti sta portando.


Tre controlli prima di iniziare uno schema all’uncinetto: legenda, partenza e direzione, ripetizioni e conteggio.

La legenda è il tuo punto di partenza

Quando apri un diagramma e trovi simboli che non conosci, non significa che devi imparare tutti i simboli dell’uncinetto prima di poter iniziare.


Cerca la legenda del progetto. Ti dice che cosa rappresentano i simboli utilizzati in quello schema. A volte contiene anche indicazioni particolari dell’autrice o dell’autore, quindi vale la pena consultarla anche quando pensi di conoscere già i punti.


Io farei così:

  1. Guarda quali simboli o abbreviazioni compaiono.

  2. Individua quelli che conosci già.

  3. Segna quelli nuovi e leggi la spiegazione.

  4. Cerca quei simboli nello schema per vedere dove vengono usati.


Non devi memorizzare una pagina intera. Ti basta conoscere il linguaggio necessario per quel progetto. Con il tempo, i simboli più frequenti ti diventeranno familiari senza doverli studiare tutti insieme.


E se la legenda non c’è?

Controlla se si trova in un’altra pagina, all’inizio del libro o nelle note del modello. Se non riesci a trovarla, evita di attribuire un significato a un simbolo soltanto perché somiglia a uno che hai visto altrove.


Alcune convenzioni sono molto diffuse, ma una spiegazione specifica del progetto rimane il riferimento più sicuro. Se un passaggio è ambiguo, fai una piccola prova prima di applicarlo a tutto il lavoro.


Come leggere le abbreviazioni negli schemi scritti

Negli schemi scritti potresti incontrare sigle come cat, pb, pa, aum e dim, usate rispettivamente per catenella, punto basso, punto alto, aumento e diminuzione.


Anche qui vale la stessa regola: controlla le abbreviazioni indicate nello schema che stai usando. Non tutti scrivono le istruzioni nello stesso modo e nei modelli tradotti potresti trovare termini diversi da quelli a cui sei abituata.


Le abbreviazioni servono a rendere più breve e consultabile una sequenza. All’inizio puoi riscrivere accanto a te quelle che compaiono nel progetto. Dopo averle lette qualche volta, smetterai di doverle tradurre a ogni riga.


La cosa interessante è collegare ogni indicazione a ciò che succede al lavoro. Un aumento, per esempio, non significa soltanto eseguire più punti nello stesso punto di base: aggiunge spazio e può contribuire a creare una curva o un allargamento. Una diminuzione riduce i punti e aiuta il lavoro a prendere un’altra forma.


Quando capisci la funzione di un passaggio, diventa più facile anche accorgerti se qualcosa non torna.


Come funzionano le ripetizioni da * a *

Molti schemi utilizzano gli asterischi per racchiudere una sequenza da ripetere. Per esempio:

*1 catenella, salta 1 punto, 1 punto basso nel punto successivo *— ripeti 4 volte.


La parte tra i due asterischi è il gruppo da eseguire quattro volte. Non devi ripetere tutta la riga, soltanto quella sequenza.


Quando una riga ti sembra lunghissima, prova a individuare prima il suo «modulo» che si ripete. Puoi cerchiarlo, segnare quante volte devi lavorarlo e controllare il numero di punti previsto alla fine della riga, se lo schema lo indica.


È un piccolo passaggio, ma cambia molto: invece di vedere una successione infinita di istruzioni, inizi a riconoscere il ritmo del lavoro.


Nei diagrammi, trova la partenza e la direzione

In uno schema grafico non basta riconoscere i simboli. Devi capire in quale ordine seguirli.


Cerca numeri di riga o di giro, frecce, indicazioni di inizio e note sulla lavorazione. Nei lavori in tondo potresti partire dal centro; in un pannello potresti seguire righe di andata e ritorno. La direzione può essere mostrata in modi diversi a seconda di come è stato disegnato lo schema.


Per questo eviterei di darti una regola da applicare a tutti i diagrammi. Guarda i riferimenti presenti nel tuo e, se la direzione non è chiara, prova a seguire con il dito soltanto la prima riga o il primo giro prima di iniziare a lavorare.


Una domanda utile è: «Dove dovrò trovarmi con l’uncinetto dopo questi punti?» Se il percorso che stai leggendo non sembra possibile, probabilmente c’è un’indicazione di partenza o di direzione che ti è sfuggita.


Non fermarti al simbolo: osserva la forma che sta nascendo

Qui arriva la parte che, secondo me, rende davvero interessante imparare a leggere uno schema.


Se vedi aumenti ripetuti in una certa zona, chiediti quale forma stanno creando. Se i punti diminuiscono, osserva dove il lavoro si restringe. Se lo stesso gruppo torna più volte, guarda il motivo che compare nel tessuto.


Immagina, per esempio, di lavorare un elemento circolare. I giri non crescono per caso: gli aumenti permettono al lavoro di allargarsi. Se invece stai seguendo lo scollo di un capo, aumenti e diminuzioni possono servire a costruire una forma precisa.


Questo non vuol dire che devi essere già in grado di progettare tutto da sola. Significa iniziare a collegare l’istruzione che leggi al risultato che vedi.


È una capacità che si costruisce progetto dopo progetto. Ed è anche quella che, più avanti, ti permetterà di capire quali parti di uno schema puoi modificare e quali richiedono più attenzione.


Come non perdere il segno mentre lavori

Capire uno schema è una cosa; riuscire a ritrovare il punto in cui eri arrivata dopo una pausa è un’altra!


Ti lascio alcuni accorgimenti che uso e consiglio spesso.


Segna la riga o il giro che stai lavorando

Puoi usare una matita, un foglio appoggiato sotto la riga, un segnalibro o una nota sul telefono. Se lo schema è lungo, vedere soltanto il passaggio attuale aiuta a non saltare avanti per errore.


Evidenzia le ripetizioni

Cerchia il gruppo di punti da ripetere e scrivi accanto quante volte devi eseguirlo. Se interrompi il lavoro, annota anche a quale ripetizione sei arrivata: «terza di sei» è molto più utile di «ero circa a metà».


Usa i marcapunti sul lavoro

Lo schema ti mostra dove dovrebbe avvenire qualcosa; il marcapunto ti aiuta a ritrovare quel punto sul tessuto. Può indicare l’inizio di un giro, un aumento, una diminuzione o il confine tra due parti.


Usare questi riferimenti non significa essere inesperta. Significa evitare di dover ricostruire ogni volta la posizione in cui ti trovi.


Fai una foto nei passaggi importanti

Se stai lavorando una costruzione nuova o devi mettere da parte il progetto per qualche giorno, una foto e due parole di nota possono aiutarti a riprendere. Scrivi, per esempio, quale riga hai completato e quale sarà il passaggio successivo.


Se il lavoro non corrisponde allo schema, prima osserva

Quando il numero di punti non torna o la forma sembra diversa, viene voglia di disfare subito.

A volte è necessario, ma prima prova a capire dove è nata la differenza.


Controlla:

  • il numero di punti alla fine della riga o del giro;

  • se hai eseguito tutte le ripetizioni;

  • se hai saltato o aggiunto un punto;

  • se hai interpretato correttamente un simbolo o un’abbreviazione;

  • da quale passaggio il lavoro ha iniziato a cambiare forma.


Se il problema è nelle dimensioni finali, la causa potrebbe essere diversa: filato, misura dell’uncinetto e tensione influenzano il risultato anche quando hai seguito correttamente tutte le istruzioni. Nei progetti in cui la misura conta, il campione serve proprio a verificare questi aspetti prima di lavorare tutto il pezzo.


Non ogni differenza richiede di ricominciare da capo. Ma capire che cosa è successo ti aiuta a decidere se correggere e da dove farlo.


Puoi imparare uno schema alla volta

Non serve partire dal progetto più elaborato che hai salvato. Scegli uno schema con pochi punti che conosci già e una struttura facile da seguire. Prima leggilo senza lavorare; poi prova a riconoscere la legenda, la partenza e la sequenza che si ripete.


All’inizio ti fermerai spesso a controllare. È normale. Con il tempo inizierai a riconoscere non solo i singoli simboli, ma interi passaggi: «qui il lavoro si allarga», «qui si forma il bordo», «questo motivo torna ogni quattro punti».


Ed è lì che lo schema cambia aspetto. Non è più una pagina da eseguire senza capire: diventa una guida che puoi interrogare mentre il progetto prende forma tra le tue mani.




Domande frequenti

Devo conoscere tutti i simboli prima di seguire uno schema grafico?

No. Parti dalla legenda e dai simboli utilizzati in quel progetto. Puoi impararne altri man mano che incontri nuove tecniche.

Significa che devi ripetere la sequenza compresa tra i due asterischi per il numero di volte indicato, oppure fino al punto specificato dalle istruzioni. Leggi anche ciò che viene prima e dopo gli asterischi: potrebbe andare eseguito una sola volta.

Scegli quello che riesci a seguire con più chiarezza, possibilmente per un progetto semplice. Se sono disponibili entrambi, confrontarli è un ottimo esercizio: il testo ti dà la sequenza, il diagramma ti aiuta a visualizzarla.

Potresti lavorare con una tensione diversa, usare un altro filato o un’altra misura di uncinetto. Confronta il tuo campione con quello indicato nel modello prima di proseguire.


Commenti


bottom of page